martedì 31 agosto 2010
Gheddafi e la lapidazione di Sakineh
Grande rilievo sui media di questi giorni ai discorsi del colonnello libico sulla maggiore libertà delle donne nei paesi islamici. Certo se il "femminile" del nostro Paese viene misurato sul metro delle 500 ragazze ospiti a pagamento della sua ambasciata, delle quali tre che dicono essersi subito convertite all'Islam, forse qualcuno potrebbe ritenere che le donne islamiche conservino una maggiore dignità e libertà di pensiero rispetto alle nostre. Ma, per fortuna, non è così e chiunque osservi in una qualunque mattina le nostre ragazze che vanno al lavoro o a scuola e la confronti con tanti esempi di sfruttamento ed oppressione fino alla morte delle donne da parte dei loro uomini islamici (mariti, fratelli o padri) può capire l'assurdo delle affermazioni di Gheddafi. Tuttavia qualcuno dovrebbe e potrebbe approfittare della provocazione lanciata per chiedere a Gheddafi o almeno al suo rappresentante diplomatico a Roma che cosa pensa della condanna alla lapidazione dell'iraniana Sakineh, della sua libertà come donna e, magari di sottoscrivere gli appelli che da più parti sono stati lanciati per la sua liberazione o, almeno, per evitarle l'orribile morte alla quale è stata condannata. Ci sarà qualcuno disposto a raccogliere questa umile proposta?
venerdì 23 aprile 2010
Presentazione
Il blog Teti Nera è dedicato alle cose che offendono il nostro senso dell'equilibrio e della bellezza.
Teti, come sanno coloro che si interessano di mitologia greca, era la più bella delle Nereidi; tanto bella che Giove e Nettuno volevano sposarla. Ma aveva un destino che faceva paura: i suoi figli sarebbero stati più forti del padre che li avesse generati.
Per questo i grandi dell'Olimpo rinunziarono a Lei e Giove impose a Peleo, un umano, di sposarla. Da questo matrimonio nacquero diversi figli, tra i quali l'unico che riuscì a conservare qualcosa di umano (il solo tallone) fu Achille, visto che Teti era riuscita a rendergli altri interamente divini.
In varie parti della Grecia Teti era considerata la vera dea della bellezza, della grazia e dell'armonia, più ancora di Venere.
Ho scelto il suo nome al negativo (Teti Nera) per riflettere sulle cose sgraziate che la cronoca o la politica ci impongono quasi quotidianamente.
Ormai sono un ex magistrato pensionato, ben più conosciuto come autore di "Temi Nera", dedicato alle brutture della giustizia. Mi auguro che anche questo blog abbia qualche lettore come, con l'involontario e non richiesto aiuto del Consiglio Superiore della Magistratura, ha avuto l'altro.
Buona lettura a tutti gli amici vecchi e nuovi, con la speranza che non mi faranno mancare consigli, notizie, aiuti e commenti, anche negativi.
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